Ecco che soffia!

 

Vengo subito al sodo: c'è un modo per fare del nero senza farsi beccare? Legalmente, non so se mi capisci.

Ci sono notti che ti restano appiccicate addosso per tutta la vita. In realtà senza un motivo. Non parlo, badate bene, di notti stellate adolescenti attorno ad un paio di chitarre in riva al mare, di notti odorose di maggio passate con quella ragazza che pensate sarà per sempre e che ora neppure sapete dove sia. Oppure di quelle notti rincorse a tirare l'alba seduti sul cofano di un auto a chiacchierare di tutto con l'amico che vi conosce meglio di voi stessi. No, altre notti intendo. Notti come tante altre, ma che per qualche motivo ti restano dentro, addosso. Senza fare troppo rumore, che giusto quando stai per dimenticartene saltano fuori, all'improvviso.

Una di quelle notti mi è appena tornata a fare visita, oggi come allora una Luna Rossa cerca di diventare il pianeta di tutti, lasciando per un po' il ruolo di satellite ad altri. Siamo da Gilda, come è normale che sia. Siamo nel senso io con Andrea. Presente quell'amico che vi conosce meglio di voi stessi? Ecco, lui è quell'amico. Solo che non siamo seduti sul cofano della sua auto, ma al nostro tavolo da Gilda. Lui la sua grappa, io la stessa grappa però annegata nella camomilla: a quell'età andava così. E due generose e squisite fette di torta al cioccolato. Gilda la sa fare come nessuna. Di lei, del suo bar e di altre cose di quell'età ci abbiamo scritto un romanzo parecchi anni fa – Mi fidavo di te, casomai vi capitasse di sfogliarlo...

Sono passate da un bel po' le due del mattino, nel locale c'è la fauna di sempre e in televisione Luna Rossa è in acqua con AmericaOne, match race di finale di Louis Vuitton Cup. Non so perchè, non l'ho capito neppure ora, dopo trent'anni che seguo questa manifestazione. Perchè mi piaccia così tanto l'America's Cup intendo. Mi sa che è tutta colpa di Azzurra, là nel lontanissimo '83. La rimonta americana di Paul Cayard è riuscita: da 1-3 a 3 pari e questa sera gli americani cercano il sorpasso. Noi davanti alla tv ci aggrappiamo al talento smisurato del brasiliano Grael che annusa il vento là dove solo lui riesce a farlo. Spesso ci riesce. Non questa sera. Inutile abbozzare suspance là dove non c'è. De Angelis e Grael portano Luna Rossa sul lato opposto degli americani, ma non serve a nulla. Il traguardo lo tagliano prima loro e domani potrebbero chiudere i conti. Dopotutto domani è un altro giorno, sogghigna Gilda travestita da Rossella O'Hara della via Emilia. In realtà il domani di cui parlo è un ormai lontano altro ieri di oggi e non sarà degli americani, almeno questo lo sappiamo.

Dicevo delle due del mattino passate ormai davvero da un pezzo e al tavolo con noi da una manciata di minuti siede un tipo che ci parla della sua attività. Chiederete: perchè? Rispondo: boh. Sono cose che accadono qua da Gilda, lo sapete. E se non lo sapete, accidenti, mi dispiace per voi perchè vuol dire che qua da Gilda non ci siete mai venuti. Comunque. Neppure sappiamo come si chiama questo tipo quando ci fa la domanda. Fare del nero legalmente. Che poi sarebbe più giusto dire che la domanda la rivolge ad Andrea. Che lavora in banca ed è un filo più socievole di me. È una domanda adulta, su questo nessun dubbio. Chissà, forse questa particolare notte di inizio anno 2000 è venuta a farmi visita per ricordarmi che dell'età adulta a me, in fondo in fondo, è mai fregato niente. A me basta la mia camomilla corretta, Luna Rossa in tv ed essere esattamente lì,in quel bar, proprio con chi mi conosce meglio di me stesso. Anche Luna Rossa lo sa e domani tornerà in acqua per regalarci un sogno.

Che poi, detto tra noi, anche dopo vent'anni, di cos'altro c'è bisogno? Volete pure la risposta?

Ecco che soffia!

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