Post

Klaus - presentazione

Immagine
  Una piccola presentazione, fatta per il blog  atuttovolume

Klaus - l'attesa sta per finire

Immagine
  DAL 1 LUGLIO IN LIBRERIA  e in tutti i principali store online Vienna, 1908. Il giovane Adolf Hitler è solo, affamato, senza un futuro. Al culmine della disperazione, riceve una lettera che cambierà ogni cosa. Per lui e per il mondo. Berlino, 2018. Klaus Meyer è un raffinato trafficante d'armi neonazista, e sta per fare una scoperta che gli permetterà di sovvertire il corso della storia, presente e passata. Klaus è un racconto in bilico tra il romanzo storico e l'ucronia nazista, dove l'accurata ricostruzione dell'ascesa al potere di Adolf Hitler si intreccia con un'avventura contemporanea, sviluppata su due piani temporali paralleli. Un viaggio che porterà il lettore dalla Vienna del 1908 alla Germania del 2018, verso un futuro da scrivere e riscrivere e riscrivere...

Club

Immagine
     Veloci i miei passi mi portano in Freiberger Strasse, poca luce e molta gente. Arriviamo al numero 15: c'è un pub. E basta. Non ci sono insegne luminose nè spente. Non servono: tutti sanno che c'è, che è lì, nel cuore della notte. Lo sanno i pochi abitanti derelitti che ci annegano le loro disperazioni, periferie, distrazioni; e lo sanno pure i tanti turisti-ragazzi normali pieni di soldi che navigano nelle voglie, vie, desideri dell'est del sesso.      Marianne ha una buffa maglietta questa sera. Lei è buffa. Sto bene con lei, ci conosciamo dai tempi del liceo e dal liceo stiamo insieme. Bevo una birra chiara boema, c'è poca gente nel locale. Ancora per poco.      Il proprietario-gestore ha detto che è ora. Il repertorio lo conosciamo a memoria. Iniziamo sempre con Your song : è la nostra canzone preferita.      Il pianoforte è nero, a coda, sporco di cocktail, amore e tutto il resto. Lei canta. Io suono e la guardo...

L'Ultimo Pentito

Immagine
  Le polemiche sul trattamento riservato ai pentiti di mafia si riaccendono ciclicamente, in genere ad ogni scarcerazione "eccellente". L'ultima è una delle più accese, perché riguarda nientemeno che Giovanni Brusca, l'autore materiale della strage di Capaci e altre nefandezze. Questo breve racconto ha più di vent'anni, ma non li dimostra... L’ultimo pentito L’hanno catturato ieri sera. Prendeva il suo solito caffè corretto al bar, poveraccio, e mica se lo immaginava di avere dietro tutta la polizia di Palermo. L’hanno colto di sorpresa, e  lui era così sconvolto che non si è nemmeno ricordato di coprirsi il viso quando è passato davanti alle telecamere delle TV, che erano state prontamente avvisate dell’operazione. Adesso Salvatore Contapoco siede costernato, un poco incredulo, nella stanza degli interrogatori, lisciandosi nervosamente i lunghi baffi neri. Passi nel corridoio, ticchettando cuoio di scarpe lucide nere. Mormorii riverenti, arriva, arriva. Si apre l...

Visto, si stampi!

Immagine
  F: E così, socio, pare proprio che ci siamo. Quando abbiamo cominciato a pensarci? 2013, 2014? È passato troppo tempo, non me lo ricordo più... B: Che poi, se proprio vogliamo fare i pignoli, a pensarci abbiamo iniziato tanti e tanti anni prima... senza consapevolezza, ma più o meno laggiù negli universitari '90... F: Già. Quando ci siamo accorti di cosa volesse dire studiarla sul serio, la storia. Quando ci hanno spiegato che a un certo punto Adolf Hitler, nell'estate del '41, commette un errore decisivo. Un errore senza il quale forse le cose avrebbero preso una piega diversa. Nessuno dei due aveva mai sentito la parola "ucronia", ma già allora ci eravamo detti: e se qualcuno avesse potuto impedire quell'errore? Hai ragione, è nato tutto da lì... ma l'idea è rimasta una chiacchiera da aperitivo almeno fino al 2014, quando cominciavamo a chiederci che cosa fare dopo Quando Arbitro Fischia. B: Domanda che è rimasta prudente nei nostri cassetti per molti ...

Il Cenacolo dei Poeti

Immagine
Era successo che un viaggio programmato da mesi aveva deciso di accomodarsi mesto mesto in un angolo di Malpensa 2000, a guardare gli operatori di terra scioperare beati. Era successo che anche noi cinque avevamo deciso di passare tutta la giornata accampati in mezzo all’atrio del terminal 1, a cercare di consolare il nostro povero viaggio, che dal suo angolino proprio non voleva saperne di tirarsi su, di dare un bacio alla bionda speranza che continuava a chiamarlo piano dall’ Avenida De La Libertade . Alla fine, poverino, aveva pianto tanto da sciogliersi nelle sue stesse lacrime, piovute dopo tre mesi di  siccità spietata sulle nebbie perenni del milanese, accompagnandoci così sulla via del ritorno in treno, increduli, incazzati e assetati di rivalsa. Con la testa infilata nelle cuffie guardai il panorama devastato delle mie amicizie, nel filtro inesorabile e ritmato di Jarabe de Palo. Guardai il nuovo taglio di capelli di Alle, la barba fitta di Cico, i pantaloni marroni di Fra...

Forse solo il tempo di un addio

Immagine
  Lei resta in silenzio mentre, lento, prendo coscienza di ciò che non voglio. - Non c'è mai stato nulla... La consapevolezza è ancora una ferita immobile, nell'aria. Non ho la forza di dare forma ad una frase di risposta. Lui mi guarda, in silenzio capisce le opzioni che danzano nella mia testa. L'impianto auricolare mi porta dritto nel cervello il ronzio dei generatori che stanno parecchi livelli al di sotto di dove ora ci troviamo. Il mio è un impianto di ultima generazione che da Hong Kong mi è arrivato al prezzo di una piccola fortuna. Strano mondo davvero quello che pulsa elettrico in questa notte di lampi e presagi di temporali. Strano mondo che riparte e si ferma di nuovo, in un balletto sincopato su note che di musicale non hanno nulla. È soltanto un brandello di consapevolezza: lo sposto nel cestino e ne distruggo il contenuto. Appena eseguo il comando mi rendo conto che forse ho commesso un errore. Quel brandello di passato credo sia una prima tessera di un ...