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Klaus - La presentazione in Istoreco

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  Come dice l'ottima Chiara Beretta Mazzotta in questo video , l'autore si convince di avere davvero  pubblicato un libro quando fa la presentazione. Per noi niente booktour, naturalmente, ma ieri abbiamo passato una splendida serata, ospiti di Istoreco , a parlare di Klaus. Scrivere un libro è una delle cose più vicine alla generazione di un figlio che si possano fare. In comune con l'esperienza della paternità ci sono l'enorme fatica, l'ansia, le aspettative, le speranze, e ovviamente la convinzione di avere fatto qualcosa di unico. Come con i figli, dopo un po' ti rendi conto che l'evento in sé non è poi così straordinario, e che difficilmente dai tuoi geni uscirà il nuovo Leonardo da Vinci. Ma ogni scarrafone è bello a mamma sua... Come per una nascita, quindi, chi ti vuole bene è partecipe della tua felicità e gioisce con te e per te, anche se guarda il ragnetto che hai partorito con pietosa compassione. È per questo, in fondo, che si fanno le presenta...

Le colonne di Poseidone

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A Paestum non c'ero mai stato. Bellobello, dicevano, meno famoso di quanto meriti. Sarà. Varco biglietterie e tornelli sanitari, esco fuori e guardo a destra. Ed è quasi un pugno nello stomaco, tanto è bello. Il tempio di Poseidone, immenso e antico, giallo di sabbia millenaria sull'azzurro perfetto del cielo. Ignorando insistenti richieste filiali di acqua e pipì, mi avvicino come in trance. E realizzo che la dura solidità delle colonne doriche mi risuona dentro con una forza che non credevo possibile. Ai tempi del liceo ero sostenitore accanito dei capitelli ionici, che trovavo più leggeri ed eleganti, mentre adesso mi sciolgo di fronte alla semplicità lineare del dorico, alla sua essenzialità. In modo del tutto arbitrario ho sempre associato il capitello dorico all'architettura romanica, quello ionico al gotico, e il corinzio al barocco. Non c'è alcuna relazione culturale, lo capisco bene, ma a me sembra il medesimo arco, più esistenziale che artistico. Dall'esse...

I carri armati di Mussolini

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  "Non sarà con i carri armati di Mussolini che prenderemo l'Europa..." ( Klaus , p. 143) La Polonia nel 1939 è il territorio che si frappone alle mire espansionistiche ad est della Germania nazista. Politicamente il governo polacco non accetta supinamente la visione tedesca e già nel maggio dello stesso anno rinnova il trattato con la Francia del 1925, un'alleanza prima politica e poi militare che contiene in sé un problema protocollare non di poco conto. Stalin dal canto suo sa perfettamente che è solo questione di tempo prima che Hitler cerchi di assumere il controllo della Polonia e anzi teme che le Democrazie “spingano” Hitler ad orientare l'espansionismo tedesco verso l'Unione Sovietica e decide di accelerare verso un clamoroso accordo con la Germania stessa. Stalin gioca una partita spregiudicata su entrambi gli opposti tavoli: inizia le trattative a tre con inglesi e francesi per un accordo antitedesco, contemporaneamente cerca di riavvicinare l'U....

Che cos'è lo sport?

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  Molti anni fa, quando avevo più capelli sulla testa e meno chili intorno all'ombelico, nel mio gruppo di amici c'erano diverse praticanti e appassionate del pattinaggio a rotelle. Noi maschietti testosteronici le perculavamo di gusto apostrofando l'esercizio in questione come "attività pedale". Ci rifiutavamo di riconoscere dignità di sport a una cosa che si faceva con i vestitini di paillettes e le musichette. Questo dava adito ad accesi dibattiti su cosa fosse sport e cosa no, ma devo dire che non siamo mai giunti a una conclusione. La domanda si riaffaccia puntuale ogni quattro anni, quando la kermesse olimpica ci rende tutti, per 17 giorni, appassionati tifosi di discipline delle quali, nei rimanenti 1443, concepiamo a malapena l'esistenza. Che cos'è lo sport, quindi?  "Definire" è una bellissima parola. Viene dal latino, e significa "tracciare confini", porre limiti, distinguere una cosa da un'altra. Quali sono allora le cara...

Un cancellierato a metà

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  Il mese di gennaio del 1933 è un mese cruciale nella storia della Germania.  Il personaggio raffigurato nella fotografia è il barone Franz von Papen principale esponente del centro cattolico tedesco. Von Papen nel gennaio del 1933 incontra più volte Adolf Hitler e tenta di riprendere il potere offrendogli la metà del cancellierato, cancellierato che von Papen aveva già avuto per alcuni mesi nel 1932 e durante il quale aveva riabilitato il corpo paramilitare delle SA, che il precedente governo aveva posto fuori legge. Von Papen è un politico la cui storia parte da lontano. Discendente da una ricca famiglia cattolica, con i primi anni '10 del '900 intraprende la carriera diplomatica come addetto militare dell'ambasciatore tedesco negli USA e durante la Prima guerra mondiale è protagonista di atti sovversivi e di sabotaggio che, se da un lato gli costano l'allontanamento dal suolo americano, in patria gli valgono il conferimento della Croce di Ferro.  Al termine del conf...

Birra e politica

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Si direbbe una sala congressi, a giudicare dalla folla e dalle bandiere alle pareti. Ma nei congressi politici è insolito che le persone in prima fila siedano comodamente attorno a tavoli ingombri di boccali. Infatti quella ritratta nella fotografia è una birreria. Un'enorme birreria. La Burgerbraukeller di Monaco di Baviera, e stando alla didascalia questo scatto risale al 1923. In quegli anni la turbolenta vita politica della repubblica di Weimar infiammava le masse, e birrerie come questa, capace di ospitare fino a tremila persone, divennero i centri nevralgici di un acceso dibattito, nel quale i venti delle rivoluzioni socialiste soffiavano fra i governi di destra e i nascenti movimenti nazionalisti. Tra questi, il NSDAP di Adolf Hitler guadagnava consensi e non nascondeva le sue ambizioni di potere. Nel novembre del 1923, tuttavia, la destra bavarese che governava il land  puntava alla secessione dalla Germania. Era una prospettiva che Hitler, nel suo radicale nazionalismo ted...

Un castello di banconote

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  Che bel castello di carte hanno costruito questi bambini, vero? Ma se guardate con attenzione, noterete un particolare non trascurabile. Non sono carte, ma banconote. Mazzette di Papiermark, per la precisione. Negli anni '20 del secolo scorso l'economia tedesca, già duramente provata dallo sforzo bellico, si trovò a dover sopportare anche le pesanti riparazioni di guerra imposte dal trattato di Versailles. Per pagarle, il governo di Weimar cominciò a stampare moneta in quantità sempre maggiori, generando una rapida e incontrollabile inflazione. I prezzi salivano in modo vertiginoso nell'arco della stessa giornata, e i salari dovevano essere spesi nel più breve tempo possibile, prima che il denaro guadagnato non valesse più niente. Questo generava a sua volta nuova inflazione, in una spirale diabolica. All’inizio del gennaio 1923 ci volevano 6.890 marchi per un dollaro, e alla fine del mese il cambio era salito a 48.390 marchi. E poi ancora a 193.500 a giugno, a 11,4 milio...